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Tradizioni e territorio di Gadoni

Memorie di Barbagia

Gadoni

Conoscere un luogo attraverso le voci di chi lo abita.

Un legame personale

Riscoprire storia e tradizioni.

Durante gli anni della scuola media la Regione finanziò un progetto di sperimentazione. Questo nome, così astratto per noi alunni, si concretizzava nel raccogliere quante più informazioni potevamo su Gadoni e riscoprirne così storia, tradizioni, personaggi, peculiarità.

Andavamo a casa degli anziani con un radione-registratore-mangiacassette (non esattamente tascabile!) per fare le interviste. Ci vestivamo con gli abiti di un tempo e, davanti alle case più antiche del centro storico, venivamo immortalati mentre cardavamo la lana, filavamo il lino, rievocavamo giochi e tradizioni del passato. Tutto questo è diventato un libro dal titolo “Gadoni. Storia e cultura. Gli alunni della scuola media raccontano…” presente in tante case di Gadoni.

Copertina di Gadoni. Storia e cultura. Gli alunni della Scuola Media raccontano…

Anche a Dimora Garau ce n’è una copia, in consultazione per gli ospiti che hanno voglia di scoprire un po’ di più.

Una delle tradizioni riscoperte grazie a quel progetto e raccontate nel libro è “Is Fraccheras”.

Il grande fuoco de Is Fraccheras a Gadoni

2 novembre · Gadoni

Is Fraccheras

All’imbrunire del 2 novembre, giorno dei morti, da un grande fuoco preparato in piazza i giovani accendevano Is Fraccheras, ossia grandi fasci di asfodelo lunghi fino a 4 metri. Con quelle torce sulle spalle i ragazzi correvano per le vie del paese per illuminare il cammino delle anime. E in quella stessa notte c’era chi suonava ininterrottamente le campane “a morto”, su nel campanile della chiesa dell’Assunta. Nostro zio, che allora poteva avere 10 o 12 anni, racconta che si facevano i turni e “un po’ tiravi la fune, un po’ mangiavi le castagne arrosto”.

Il rito de “Is Fraccheras” viene riproposto ogni anno durante la manifestazione Autunno in Barbagia.

Lasciatemi godere questo sole. (…)
Sulla terra che qui mi vide bambino,
che raccolse i miei vagiti,
che accese il mio cuore
tra zolle aperte alla speranza
su finestre spalancate al mondo
oscuro e sconosciuto, per me.
Un tepore diverso io sento
su queste pietre amiche,
un profumo diverso emana
questo bosco e questa terra umida di sudore (…)
Gabriele Ortu, Desiderio ultimo, 2008
Poesia tratta dal libro “Come foglie d’autunno. Ricordando Gabriele. Scritti, poesie e racconti di Gabriele Ortu, Edizione 2011.

Vivi il territorio

“Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo.”

Tiziano Terzani

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